Violenza sulle donne. Dire basta è possibile

Pubblicato il nuovo quaderno “16 giorni” della FDEI. Riprende anche l’iniziativa “Posto Occupato”.

Lina Ferrara – Non poteva non partire dagli ultimi dati dell’indagine Istat 2009-2014 sulla violenza contro le donne, presentati a giugno di quest’anno, il quaderno della Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI) 16 giorni per vincere la violenza, che titola “Dire basta è possibile”.

“Sì, questa è una delle caratteristiche del quaderno”, ha affermato Gianna Urizio, principale curatrice dell’edizione 2015, “È stata proprio la frase di Linda Laura Sabbadini, responsabile dell’indagine Istat, quando ha detto ‘le donne stanno reagendo’, a guidarci nell’evidenziare ancora di più storie di donne che sono riuscite a uscire da una situazione di violenza, anche se con fatica e con un bisogno di ripensarsi e di reimpostare la propria vita”.

Il quaderno propone un percorso di riflessione e preghiera giornaliero, da fare sia da soli sia nella propria comunità, che parte dal 25 novembre, Giornata mondiale contro la discriminazione delle donne, attraversa il 1° dicembre, Giornata della lotta all’Aids, e termina il 10 dicembre, Giornata dei diritti umani.

Ogni pagina presenta alcuni dati della ricerca Istat “nella speranza che stimoli comunità e gruppi di donne ad approfondire ulteriormente la ricca messe di numeri e considerazioni che questa ricerca ha prodotto, inclusa la nuova ricerca sulla situazione delle donne immigrate, anch’essa interessante e mai precedentemente svolta”, ha continuato la curatrice.

Ai dati, sempre impressionanti, è stata affiancata una storia vera, raccontata direttamente dalle donne approdate nN40-Posto-occupato-Uicca1ei centri antiviolenza, dove sono state incoraggiate a scrivere la propria dolorosa esperienza, come parte del percorso di elaborazione.

“Questo ‘fare memoria raccontando’ ha aumentato la consapevolezza delle donne su quanto hanno vissuto e la loro autostima”, ha aggiunto G. Urizio, “riuscendo a riportare la violenza in famiglia, dove spesso è stata vissuta per anni come frutto di una cultura che in qualche modo impone all’uomo di ergersi a marito-padrone e alla donna di ridursi a moglie-succube”.

Infine la pagina si completa con un testo biblico, un breve commento, una preghiera e una proposta di azione positiva.

Altra novità dei 16 giorni di quest’anno è la proposta di una serie di siti dove i “maschi maltrattanti” possono seguire un percorso di presa di coscienza e cambiamento.

Posto occupato Ostia 2“Da anni la FDEI denuncia la violenza”, ha affermato ancora G. Urizio, “Ora desidera che anche gli uomini si mettano in cammino, compiano una riflessione sui loro comportamenti, sulla cultura della quale pure loro sono insieme complici e vittime”.

Il quaderno, frutto di un lavoro collettivo cui hanno partecipato le donne, ma anche qualche uomo, si chiude con una bibliografia e una filmografia per approfondire l’argomento.

Riprende anche quest’anno l’iniziativa “Posto Occupato”, promossa dalla FDEI nel 2014 e rivolta alle chiese evangePosto occupato Ostia 3liche in Italia e all’estero. Un segno visibile di solidarietà con le donne che subiscono violenza.

A partire dal 25 novembre, si potrà occupare un posto nelle chiese, mettendo su una sedia o su una parte di una panca un cartello con su scritto “posto occupato”, evidenziato con un foulard. Saranno in questo modo ricordate le tante vittime del femminicidio. Il cartello è scaricabile dal sito: www.postoccupato.org

 

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